
Podcast: Gli animali e la caccia
Principe filosofo, come lo definì Torquato Tasso, Francesco Maria II della Rovere aveva un rapporto viscerale con i libri e con la natura. Nella sua biblioteca a Casteldurante non mancava quasi nulla per approfondire lo studio del mondo animale, infatti il duca amava contemplare la natura e viveva come un anacoreta. Questo non contrastava con la sua predilezione per l’arte venatoria, praticata ma anche messa in scena nella sua Corte attraverso rappresentazioni visive o letterarie.
A valle di un intenso percorso di ricerca, si propone infine un thesaurus e un metodo per lo studio degli immaginari storici da applicare alle future indagini. Gli studi raccolti in questo volume nascono nella biblioteca dell’ultimo duca di Urbino. Un caso studio poco noto per la storia dell’iconografia naturale che – passando per il museo di Athanasius Kircher – approderà più tardi all’illustrazione enciclopedica di Diderot e D’Alembert.