{"id":86,"date":"2024-10-28T11:20:03","date_gmt":"2024-10-28T10:20:03","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.flawlessthemes.com\/podcast-guru-free\/?p=86"},"modified":"2024-10-30T17:27:24","modified_gmt":"2024-10-30T16:27:24","slug":"breve-bio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ascoltalodanoi.cultura.gov.it\/wp-alessandrina\/?p=86","title":{"rendered":"Breve biografia di Alberto Manzi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-6563326a2158437c19d297c9cb99e7af wp-block-paragraph\">Alberto Manzi nasce a Roma il 3 novembre del 1924, nel rione Borgo, da Ettore Manzi, tranviere e da Rina Mazzei, impiegata presso gli uffici annonari del Vaticano. Nel 1927, a seguito di uno sfratto, viene loro assegnata una casa popolare a Piazza Bologna; nel 1928 nasce la sorella Elena.<br>Dopo essere riuscito, grazie all\u2019aiuto paterno, ad evitare l\u2019arruolamento, rifugiandosi presso la sede romana dell\u2019ordine dei Cavalieri di Malta, nel 1944, a seguito dello sbarco degli Americani, Alberto si arruola in marina come volontario presso il Battaglione San Marco, alleato all\u2019VIII Armata inglese, terminando il servizio nel 1945.<br>Nel 1942 consegue il diploma magistrale e quello dell\u2019Istituto nautico, proseguendo gli studi universitari: si laurea dopo la fine della guerra in biologia e successivamente in pedagogia e psicologia.<br>Dal 1946 al 1947, al suo primo incarico insegna presso il Carcere minorile Aristide Gabelli: esperienza che segner\u00e0 profondamente la sua carriera di maestro. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2062\" height=\"2918\" data-id=\"686\" src=\"https:\/\/ascoltalodanoi.cultura.gov.it\/wp-alessandrina\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/MNZ_003_010r.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-686\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2041\" height=\"2916\" data-id=\"685\" src=\"https:\/\/ascoltalodanoi.cultura.gov.it\/wp-alessandrina\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/MNZ_003_010v.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-685\"\/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-e1fcceafbdd2ce7bc41cb3271f6f43bd wp-block-paragraph\">Nel carcere non aveva infatti alcun supporto didattico, n\u00e9 libri, n\u00e9 matite, n\u00e9 quaderni. Ci\u00f2 nonostante riesce a parlare al cuore dei ragazzi ed a conquistarne la fiducia, sebbene il gruppo fosse molto eterogeneo, in quanto composto da circa 90 ragazzi dai 9 al 17 anni e mezzo, e coinvolgendoli nella creazione del primo giornale creato in carcere, <em>La Tradotta<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-2f06818675623efe110cab3453b30e07 wp-block-paragraph\"><br>A seguito di tale esperienza, nel 1950, essendosi interrogato molto profondamente sul tema della libert\u00e0, pubblica con Bompiani <em>Grogh: storia di un castoro<\/em>, la sua prima opera tradotta in 28 lingue. Nel 1954 Manzi scrive <em>Orzowei <\/em>che nel 1956 vince il Premio internazionale \u201cH.C. Andersen\u201d e viene tradotto in 32 lingue.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-eec510c927d503f134919af200149d1d wp-block-paragraph\"><br>Dal 1955 al 1987 si rec\u00f2 ad intervalli regolari nella foresta amazzonica, dapprima con un incarico dell\u2019Universit\u00e0 di Ginevra per condurre ricerche scientifiche sulla bio-diversit\u00e0 e poi per insegnare a leggere e a scrivere agli <em>indios<\/em>. Diede anche impulso a cooperative agricole, indirizz\u00f2 i contadini verso piccole attivit\u00e0 imprenditoriali. Accusato dalle autorit\u00e0 di essere un guevarista, e di essere in combutta con i ribelli, fu imprigionato, torturato e dichiarato <em>persona non gradita<\/em>, continu\u00f2 a recarsi in sud-America clandestinamente.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1284\" height=\"1413\" src=\"https:\/\/ascoltalodanoi.cultura.gov.it\/wp-alessandrina\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/manzi_f-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-612\" style=\"width:261px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-38567dad1ad0b8c3a0307898b636838e wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\"><br>Dal 1954 al 1987 Alberto Manzi insegna presso la scuola Fratelli Bandiera di Roma e nel novembre del 1960 viene inviato dal suo direttore didattico a fare un provino alla Rai, che era in cerca di un maestro per un nuovo programma per l\u2019istruzione degli adulti analfabeti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-91bf841b30ad2734ab9e97eea56c66f7 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">L\u2019originalit\u00e0 del suo provino \u00e8 notevole e colpisce tutti tanto che gli viene affidata la conduzione di <em>Non \u00e8 mai troppo tardi,<\/em> trasmissione che durer\u00e0 fino al 1968, considerata uno dei pi\u00f9 importanti esperimenti di educazione degli adulti nel mondo, conosciuto e citato nella letteratura pedagogica internazionale, innovativo nell\u2019impianto organizzativo, nello stile di conduzione e nel linguaggio didattico. Indicato dall\u2019Unesco come uno dei migliori programmi televisivi per la lotta contro l\u2019analfabetismo e premiato nel 1965 a Tokyo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1125\" height=\"738\" src=\"https:\/\/ascoltalodanoi.cultura.gov.it\/wp-alessandrina\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/manzi_a.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-615\" style=\"width:400px\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-af347925fd9d10d8e0817a1695fe06de wp-block-paragraph\">Il maestro Manzi divent\u00f2 cos\u00ec \u201cil maestro degli italiani\u201d: circa 1 milione e mezzo di italiani analfabeti riuscirono, guardando la trasmissione ed esercitandosi con l\u2019aiuto dei maestri inviati dal Ministero sul territorio, a sostenere l\u2019esame di licenza elementare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote has-medium-font-size\" style=\"border-radius:0px;font-style:normal;font-weight:600\"><blockquote><p><em>Non insegnavo a leggere e scrivere: invogliavo la gente a leggere e a scrivere <\/em><\/p><cite><em>(Alberto Manzi)<\/em><\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-9ba4cd2731266178356e43c51e728e19 wp-block-paragraph\">Il 13 settembre 1961 viene nominato Cavaliere dell\u2019Ordine al Merito della Repubblica Italiana.<br>Nel 1994 fu eletto sindaco di Pitigliano, ed in questo incarico si pu\u00f2 vedere il completamento del suo assiduo impegno sociale e civile, che \u00e8 filo rosso caratterizzante di tutta la sua vita.<br>Muore a Pitigliano il 4 dicembre del 1997.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1552\" height=\"907\" src=\"https:\/\/ascoltalodanoi.cultura.gov.it\/wp-alessandrina\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/manzi_i.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-687\" style=\"width:759px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alberto Manzi nasce a Roma il 3 novembre del 1924, nel rione Borgo, da Ettore Manzi, tranviere e da Rina Mazzei, impiegata presso gli uffici annonari del Vaticano. 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