{"id":308,"date":"2024-10-28T11:00:33","date_gmt":"2024-10-28T10:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/localhost\/wp-alessandrina\/?p=308"},"modified":"2024-10-30T09:55:06","modified_gmt":"2024-10-30T08:55:06","slug":"intervista-nicoletti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ascoltalodanoi.cultura.gov.it\/wp-alessandrina\/?p=308","title":{"rendered":"\u201cIl maestro Manzi ci insegnava la vita\u201d. A tu per tu con l\u2019ex allieva Donata Nicoletti"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Alex Corlazzoli (da \u201cIl Fatto \u2013 Scuola\u201d, 1 aprile 2014)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-f1c2e444fa9d622e5f07b56b6d8b8ada\"><em>\u201cIo sapevo di avere davanti il mio maestro e il fatto che fosse o meno grande, non mi riguardava. Era il maestro e questo mi bastava. Sapevo qualcosa della sua vita perch\u00e9 ce ne parlava in classe, ma come qualcuno che ha un\u2019esperienza personale straordinaria e non come qualcuno che ha fatto cose straordinarie. Il modo con cui ce ne raccontava era il pi\u00f9 naturale possibile e quindi quello che aveva fatto, era naturale e poteva essere fatto da chiunque, per\u00f2 l\u2019aveva fatto lui il maestro ed era per questo straordinario\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u3164<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-9893c6f00077d3c579c653cc522e79d5\">A raccontarmi del maestro Alberto Manzi \u00e8 Donata (Nicoletti), una sua ex alunna. Sono passati decenni ma quell\u2019incontro alla scuola elementare \u00e8 rimasto indelebile, testimonianza dell\u2019importanza che ha un insegnante nella vita di un individuo. Il maestro Alberto ha lasciato un segno indelebile nell\u2019esistenza di Donata. Nella fiction trasmessa dalla Rai nelle scorse settimane, lei \u00e8 la bambina ricciolina che fatica a camminare. Oggi vive in Olanda e fa la maestra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-d6a96855d726f0797e213c629fc6d411\"><strong>Qual era il suo rapporto con il maestro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-d0233e039255b3ef91ac11abc73a5a53\"><em>Il mio rapporto con lui era speciale. Mi ha insegnato a vivere, a combattere, a dare sempre una possibilit\u00e0 all\u2019altro ma anche a non mollare mai prima del tempo. Io, come avr\u00e0 capito, sono una nana e quando ho iniziato ad andare a scuola ero alta poco meno di 90 cm\u2026 il fatto che fossi cos\u00ec bassa mi ha aiutato a vedere l\u2019altezza del maestro e a farla mia. Il maestro non mi ha fatto sconti, non mi ha mai commiserato, non mi ha mai impedito di fare qualcosa o escluso da qualcosa, non mi ha mai fatto vivere una vita a mezz\u2019altezza. <strong>L\u2019ho<\/strong> <strong>odiato, l\u2019ho amato, gli ho mancato di rispetto e l\u2019ho rispettato\u2026 sono stata libera. <\/strong>Ho imparato che la libert\u00e0 \u00e8 mettersi sempre in discussione e non fare quello che ci passa per la testa. \u00c8 stato la salvezza dei miei genitori, si sono aiutati nell\u2019educarmi, nell\u2019aiutarmi, nel combattere le loro paure nei miei confronti e a considerarmi normale<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-b2ce0a85f4c8a294d44d94e8f034de1a\"><strong>Lei \u00e8 una di quelle alunne che ricevette la pagella con il timbro \u201cFa quel che pu\u00f2, quel che non pu\u00f2 non fa\u201d\u2026 che significato ebbe per voi quel \u201cvoto\u201d in pagella!? In questo modo Manzi non danneggi\u00f2 un\u2019educazione basata sul merito?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-163cc786fdac99e9d2ad51aaa107c2a3\"><em>Quella pagella? Il mio orgoglio, il mio vanto. Mi si diceva che ero bravissima e che avevo raggiunto il massimo delle mie possibilit\u00e0 e capacit\u00e0 e che quell\u2019anno ero stata la migliore insieme ai miei compagni. <strong>Uguali, tutti uguali. <\/strong>Capisce cosa pu\u00f2 voler dire per una bambina nata diversa? Il massimo del risultato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-61e4404a3e69c7275a09ebc70bf38f9e\"><strong>Come insegnava a leggere e scrivere Manzi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-c27ccf137b84b0e334d9a2816bb65505\"><em>Il modo con cui ci faceva lavorare e imparare era tenere sempre accesa la testa, <strong>mai riposarsi nelle proprie conoscenze<\/strong>, mai pensare di aver trovato la soluzione giusta perch\u00e9 un momento dopo tutto<strong> <\/strong>poteva cambiare e ribaltarsi e uno rischiava di restarne escluso. Quella era la nostra paura: restare esclusi da<strong> <\/strong>un gioco che non finiva pi\u00f9, da una realt\u00e0 che era finzione, ma era estremamente dura e vera. Si rideva tutti<strong> <\/strong>insieme di tutti e non qualcuno di qualcun\u2019altro. Il bullismo lo subivamo noi dalle altre classi perch\u00e9<strong> <\/strong>eravamo considerati quelli strani. Noi? Strani rispetto a cosa? Al fatto che non sapevamo dove fosse Bologna, o quante province avesse il Lazio? Ma sapevamo com\u2019era fatto un vulcano perch\u00e9 eravamo andati a vederlo o cos\u2019era un campo di concentramento perch\u00e9 ci eravamo entrati. A <strong>noi interessava questo, conoscere la<\/strong> <strong>vita, non sentircela raccontare. <\/strong>Nessuno di noi \u00e8 diventato chiss\u00e0 chi, ma ho ognuno di noi \u00e8 diventato<strong> <\/strong>speciale per s\u00e9 stesso, per gli altri e per il Maestro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-5e178006df700cd5cc5783b03e7498ca\"><strong>Perch\u00e9 se lo ricorda ancora cos\u00ec bene il maestro Alberto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-52418cf0494a7ce834e8940532b414ba\"><em>Sono cristiana e penso che Lui sia stato un dono per la mia vita. Con Lui ho imparato ad aprire gli occhi verso un mondo non sempre cattivo ed ostile, ma neanche sempre buono ed amico. <strong>Ho imparato che la<\/strong> <strong>vita \u00e8 vita, alti, bassi, intelligenti o stupidi, belli o brutti. <\/strong>E ora cerco d\u2019insegnarlo ai miei allievi\u2026 la vita \u00e8 vita e il maestro \u00e8 maestro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9ac00cf961d1ea846fe5a532228b76c6\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alex Corlazzoli (da \u201cIl Fatto \u2013 Scuola\u201d, 1 aprile 2014) \u201cIo sapevo di avere davanti il mio maestro e il fatto che fosse o meno grande, non mi riguardava. Era il maestro e questo mi bastava. 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